Limbadi

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Limbadi è un comune di 3.737 abitanti della provincia di Vibo Valentia.

Ha una superficie di 28,90 km². Si trova a 29 km a sud-ovest dal capoluogo Vibo Valentia e sorge a 229 m sul versante meridionale del monte Poro. Il territorio del Comune di Limbadi comprende 5 frazioni: Badia di Limbadi, Caroni, Mandaradoni, Motta Filocastro e San Nicola De Legistis. L'economia è basata principalmente sull'agricoltura, numerose sono le aziende, a carattere familiare, in cui viene prodotto olio d'oliva di ottima qualità, vino rosso e agrumi.

Storia

Limbadi è un centro agricolo sito a sud nel vibonese, alle pendici del monte Poro. Le origini di Limbadi sono incerte, tuttavia si suppone che sia stato fondato dopo l’undicesimo secolo e probabilmente il nome del paese è da ricercare nelle caratteristiche orografiche su cui sorge (fu chiamato Limbadi forse perché, posto di fronte alle colline circostanti, ricordava la forma della limba, recipiente di pietra usato per l’alimentazione degli animali, mentre per lo storico Barrio fu chiamato così per l’amenità dei luoghi.

La storia di Limbadi s’innesta su quella di Motta Filocastro sede dell’antico comune.
Il piccolo villaggio divenne più popolato di Motta Filocastro, tanto che i notabili del posto si diedero da fare per ottenere l’autonomia comunale.
Il primo gennaio 1830 Limbadi diventa ufficialmente comune in forza del decreto emanato da Francesco I, re delle Due Sicilie.
Quanto alla successione feudali Limbadi seguì le vicende di Motta Filocastro. La posizione geografica di Limbadi favorì una rapida espansione urbana, fino a farlo divenire il più grande centro abitato del comune. Si trova nella diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. Negli anni del fascismo Limbadi è stata sede di confino politico e ha accolto circa 40 perseguitati del regime.

Situazione attuale

Il paesaggio di Limbadi, tra verdi e fertili colline, è formato da Limbadi capoluogo e dalle frazione di: Motta Filocastro, Mandaradoni, Caroni e San Nicola De Legistis.
Da visitare nel capoluogo
La chiesa dedicata a San Pantaleone,Patrono della città. Fu inaugurata nel 1936, essendo la chiesa esistente danneggiata di terremoti del 1783 e del 1905 . La costruzione riflette gli influssi romano- arabo-bizantino e la cupola è in stile moresco , di forma rettangolare divisa in tre navate,all’interno si può ammirare la reliquia di San Pantaleone e lungo le navate laterali alcune tele raffiguranti le cene della vita de Santo Patrono , sull’altare principale c’e’ la statua di San Pantaleone.
La chiesa di Maria SS Addolorata. All’esterno domina il gusto gotico -bizantino ,la facciata è affiancato da due torri campanarie cuspidate,l’interno è a navata unica .Sull’altare principale c’è la statua della Madonna Addolorata tra un affresco che raffigura due schiere di Angeli in adorazione.
La chiesa della Madonna Del Carmelo. Iniziata nel 1815 e ultimata nel 1861 ,il portale è sormontato da timpano triangolare .L’interno é ad unica navata e sull’altare è stata sistemata la statua della Madonna. Da ammirare sotto l’altare un ceppo d’ulivo intarsiato che rappresenta il giudizio universale.
Da visitare anche le tre ville comunali.

A Motta Filocastro
La chiesa della Madonna di Romania. Costruita tra 1628 e il 1748 in stile barocco. L’interno è a due navate ,bellissimi sono i fregi e gli stucchi e sull’altare in marmo c’è la statua della Vergine Nera.
La chiesa dei sacri cuori di Gesù e Maria. La costruzione fu eretta nel 1647 ,attualmente è custodita la statua dei SS Cosma e Damiano l’opera del seicento in legno di suola napoletana, l’interno è ad un'unica navata ,sull’altare maggiore c’e’ una tela dell’artista Russo ,il soffitto è in legno con sopra un dipinto del Montagnese
Da ammirare il “Tocco” da dove si può ammirare la piana di Gioia Tauro con l’omonimo porto. Qui, secondo la tradizione, vi era una postazione militare dove i cavalieri stabilivano i turni di guardia.
A Motta si trovano anche i ruderi del convento dei cappuccini fondato da Padre Ludovico Comi.

A Mandaradoni
Chiesa Maria SS della Neve.
Costruzione moderna con al centro una grande colonna su cui è custodito il tabernacolo.
Da ammirare sono le vetrate la chiesa è dedicata alla Madonna della neve.

A Caroni.
La chiesa dell’Immacolata .L’elaborato portale è inserito in un complesso di archi concentrici che poggiano su colonne ioniche. A fianco si erige un campanile cuspidato. L’interno è ad unica navata con ai lati le statue dell’Immacolata e di San Giuseppe.

A San Nicola De Legistis
La chiesa di San Nicola. E’ un edificio molto semplice a lato una torre campanaria All’interno L’ unica navata è ricca di decori a motivo floreale ,ed al centro sull’altare la statua di San Nicola.

Personaggi illustri

Giuseppe Citanna. Critico letterario fu autore tra l’altro della raccolta di liriche“Lavinia” scritte tra il 1916 e il 1920 , il testo “La poesia di Ugo Foscolo “ il saggio storico-critico “Il romanticismo e la poesia italiana dal Parini al Carducci”.
Pietro Nicolò Corso. Visse nel secolo XVI secolo e fu ambasciatore della regina Bona di Polonia e fondò a Roma il collegio d’Istria .
Pietro Lazzaro. Scrittore, vinse il premio per la narrativa “Villa San Giovanni”con il testo “La stagione del Basilisco” .Autore anche del romanzo “Mille anime” ,ambientato nella frazione di Motta Filocastro.
Giuseppe Pelaia ,avvocato e poeta .Emigrato giovanissimo in Argentina fu nominato segretario generale della “ Justicia Criminal ”. Nel 1948 pubblicò l’opera “ventu di tramontana” e nel 1950 “ Rimas al viento”
Va affermato che a tutaoggi il patrimonio culturale in oggetto è realmente conosciuto ed apprezzato solo da una piccolissima parte della popolazione adulta quantizzabile attorno al 30% ma soprattutto non opportunamente fruito e utilizzato come strumento didattico-formativo dalla scuola.

Prodotti tipici

Tra i prodotti tipici vanno ricordati: i “pii” (piccole crostate ripiene di marmellata)”i tagghijarini (pasta all’uovo ),gli stangugghji (pasta lavorata a mano con un giunco , il “dinacino”,la “pignolata” (palline di pasta dolce ricoperte di miele), i “zippuli “(pasta dolce fritta ) , i “curujicchi “ pasta fritta intrecciata , il campanaro (ciambella di pasta dolce con al centro un uovo sodo. Famosi sono i prodotti tipici di Limbadi: l’olio con elevate qualità organolettiche; il vino molto pregiato; gli agrumi da sapore dolcissimo; il formaggio “pecorino”; gli insaccati ottenuti da suini che si nutrono di alimenti naturali come :la nduja , le soppressate e i capicolli.
Nel territorio ci sono industrie alimentari, mulini, oleifici, un’importante distilleria, industria di insaccati ed imprese edilizie.

Manifestazioni importanti

A Limbadi centro: la festa di Minore di S. Pantaleone (ultima domenica di maggio), festa maggiore di San Pantaleone (27 luglio) con la tradizionale “ giornata del contadino”,festa della Madonna del Carmine (16 luglio) ad agosto “Estate Limbadese”, festa della Madonna Addolorata (15 settembre)
A Motta Filocastro :
festa della Santa Croce( 3 maggio),festa della Madonna della Romania (8 settembre),festa SS Cosma e Damiano (25-27 settembre)
A Mandaradoni: festa della Madonna della Neve (5 agosto)
A Caroni: festa di San Giuseppe (19 marzo –agosto);
A San Nicola De Legistis : festa di San Nicola (8 dicembre) e festa di Santa Lucia (14 dicembre).
Nel palazzo esiste biblioteca comunale.

Come arrivare

In auto

Per raggiungere Limbadi è necessario percorrere l'A3 in direzione Reggio Calabria fino allo svincolo di Rosarno e proseguire per la SS18 fino a Limbadi. Distanza da Vibo Valentia 26 km.

In treno

Limbadi è servita dalla stazione ferroviaria di Rosarno

In aereo

L'aeroporto più vicino è Lamezia Terme


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